Notizie sull’AI
AI Act: che cosa cambia per chatbot e contenuti generati dall’AI
Le regole sulla trasparenza sono applicabili dal 2 agosto 2026. Il punto di partenza è capire chi sviluppa il sistema, chi lo utilizza e che cosa vede l’utente.

Chatbot, immagini e testi generati: le nuove regole sulla trasparenza e le verifiche da inserire nei processi di lavoro.
Un assistente risponde ai clienti sul sito. Un video presenta un servizio. Un testo viene preparato con un modello generativo e poi pubblicato. Sono situazioni diverse: anche il modo di rendere trasparente l’uso dell’intelligenza artificiale va valutato caso per caso.
La Commissione europea ha confermato l’applicazione delle nuove regole di trasparenza dal 2 agosto 2026. L’articolo 50 dell’AI Act distingue gli obblighi di chi fornisce un sistema da quelli di chi lo impiega. Non basta, quindi, aggiungere la stessa etichetta a qualsiasi contenuto.
Commissione europea — Comunicazione del 31 luglio 2026 sulle nuove regole di trasparenza
Informare le persone, rendere riconoscibili i contenuti
Per i sistemi che interagiscono direttamente con persone, la regola riguarda l’informazione sull’interazione con un’AI, salvo le eccezioni previste. Per i contenuti sintetici, occorre distinguere la marcatura leggibile dalle macchine, che riguarda determinati fornitori, dagli obblighi di comunicazione a carico di chi utilizza il sistema, ad esempio nel caso dei deepfake.
Le FAQ della Commissione chiariscono condizioni, eccezioni e regimi transitori. Anche il testo destinato a informare il pubblico su questioni di interesse pubblico ha una disciplina specifica: non coincide con una regola indistinta per ogni email o documento scritto con assistenza AI.
Commissione europea — FAQ sugli obblighi dell’articolo 50
Una verifica concreta per chi progetta e comunica
Sul piano operativo, conviene partire da un elenco dei punti in cui l’AI incontra il pubblico. Per ciascuno, si può predisporre una scheda breve, condivisa tra chi sviluppa, chi cura i contenuti e chi segue gli aspetti legali.
Indicare il sistema utilizzato, il fornitore e il responsabile interno.
Descrivere che cosa produce l’AI e a chi viene mostrato.
Verificare quali informazioni ed eventuali marcature sono richieste nel caso concreto.
Controllare che gli avvisi siano comprensibili anche da smartphone e con tecnologie assistive.
Conservare la versione approvata e ripetere la verifica quando cambiano strumenti o utilizzi.
La trasparenza è anche una scelta di progettazione
Un avviso nascosto nelle condizioni generali può essere poco utile a chi sta usando un servizio. Un’interfaccia ben progettata rende invece comprensibile che cosa può fare l’assistente, quali sono i suoi limiti e come ottenere supporto umano. Il lavoro del professionista consiste anche nel tradurre un requisito in un’esperienza chiara, senza riempire lo schermo di formule incomprensibili.
Questo articolo offre informazioni generali e indicazioni operative. La valutazione degli obblighi applicabili richiede l’esame del singolo caso e non è sostituita da questo approfondimento.