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Notizie sull’AI

ChatGPT mostrerà annunci mentre crea immagini: OpenAI avvia il test negli USA

Il nuovo formato pubblicitario sarà mostrato accanto alla generazione visiva, secondo OpenAI. Il test partirà negli Stati Uniti e apre una fase nuova per le scelte di consumo dentro un assistente AI.

Una persona usa smartphone e carta di credito per fare acquisti online
Immagine di contesto: acquisti online da smartphone. Foto di Leeloo The First via Pexels, uso secondo licenza Pexels.Foto: Leeloo The First / Pexels

La pubblicità apparirà accanto all’immagine generata, non dentro di essa. Il test parte negli USA, ma anticipa una nuova forma di monetizzazione di ChatGPT.

OpenAI proverà annunci visuali in ChatGPT durante la generazione di immagini, con un primo test negli Stati Uniti previsto per la fine di ottobre. La società dice che le inserzioni saranno segnalate e resteranno separate dall’immagine prodotta dal modello. L’annuncio sposta la pubblicità dentro un momento in cui l’utente sta chiedendo all’AI di immaginare un prodotto o un’esperienza.

Per chi usa ChatGPT dall’Italia non è stato annunciato un calendario locale. La conseguenza da seguire riguarda il ruolo dell’assistente: oltre a rispondere e creare, può diventare uno spazio commerciale che accompagna una decisione. OpenAI afferma che la pubblicità non condizionerà le risposte, ma questa garanzia è una dichiarazione dell’azienda e dovrà essere valutata nell’esperienza concreta.

Che cosa è successo

Il formato presentato da OpenAI è pensato per mostrare prodotti attraverso immagini di ispirazione, uso o contesto. La prima prova si svolgerà nella funzione di generazione immagini, con un gruppo iniziale di inserzionisti negli Stati Uniti. L’annuncio non indica una data di arrivo in Europa né descrive un’integrazione degli annunci nel file immagine scaricato: parla di un elemento pubblicitario visualizzato separatamente nell’interfaccia.

La mossa si inserisce nell’espansione del prodotto ChatGPT Ads. OpenAI ha annunciato anche nuovi strumenti di misurazione e collegamenti con piattaforme pubblicitarie e di attribuzione. La società dichiara che ChatGPT raggiunge 1,2 miliardi di persone ogni settimana; è una stima fornita dal produttore, non un dato certificato da un soggetto indipendente.

OpenAI dichiara due principi per questo test: l’annuncio sarà riconoscibile e non cambierà la risposta generata dal modello. Nel suo materiale parla inoltre di controlli per escludere contesti sensibili o in cui l’utente sia vulnerabile. TechCrunch descrive la prova come un’espansione visiva del prodotto pubblicitario già in corso e conferma che la distribuzione iniziale sarà limitata agli Stati Uniti.

La notizia non dimostra che l’AI consiglierà un prodotto perché pagato. Descrive invece un nuovo punto di contatto tra contenuto generato e promozione commerciale. Per ora restano da conoscere i criteri di selezione delle inserzioni, il livello di personalizzazione e i segnali che l’utente vedrà prima di cliccare.

Il punto che rischia di passare inosservato

Dire che l’annuncio resta fuori dall’immagine non chiarisce quanto influenzi il percorso dell’utente. Se compare proprio mentre una persona costruisce una scena, confronta oggetti o cerca un’idea, l’inserzione può comunque orientare la scoperta e l’attenzione. La trasparenza dipenderà dalla posizione, dalla leggibilità dell’etichetta e dalla distinzione tra risposta del modello e contenuto sponsorizzato.

La promessa che gli annunci non influenzino le risposte è verificabile solo nel tempo, osservando sia il prodotto sia le regole commerciali. L’annuncio di OpenAI non offre ancora dati indipendenti su eventuali cambiamenti nei risultati, sul trattamento dei prompt o sui criteri con cui viene scelto un inserzionista.

Quando l’AI entra nel momento in cui scegli, la chiarezza dell’etichetta conta quanto la qualità dell’immagine.

Che cosa cambia per imprese e professionisti

Per un’impresa italiana che investe in marketing, il test segnala un possibile nuovo canale: un marchio potrebbe incontrare il cliente mentre sta descrivendo un bisogno o visualizzando una soluzione. Non è ancora un’opportunità acquistabile in Europa e non va inserita nei piani come inventario certo; conviene invece osservare formato, criteri d’accesso, costi e dati di misurazione che OpenAI renderà disponibili.

Per professionisti e creator, il tema riguarda la fiducia nei risultati visivi. Un annuncio ben separato può mantenere leggibile la provenienza, ma un design ambiguo rischia di confondere raccomandazione, esempio generato e sponsorizzazione. Chi prepara materiali commerciali con strumenti AI dovrebbe già distinguere la promozione pagata dal contenuto editoriale o dal suggerimento automatico.

Per chi progetta assistenti aziendali, la lezione operativa è separare l’obiettivo dell’utente dai ricavi pubblicitari. Una procedura utile prevede etichette chiare, log dei contenuti sponsorizzati, criteri per escludere richieste sensibili e una revisione della qualità delle risposte quando vengono introdotti nuovi modelli di monetizzazione.

Che cosa osservare adesso

Il primo segnale concreto sarà il test previsto negli Stati Uniti a fine ottobre. Occorrerà verificare su quali piani comparirà, come l’interfaccia mostrerà la sponsorizzazione, se l’utente potrà disattivarla e quali dati serviranno alla misurazione delle conversioni. Nessuna di queste condizioni è stata annunciata in modo completo per il pubblico europeo.

Per il mercato italiano, la domanda non è soltanto quando arriveranno gli annunci, ma come saranno distinti da una risposta utile o da una proposta generata dall’AI. Le prime schermate pubbliche e le regole definitive permetteranno di capire se il formato protegge la fiducia o la mette alla prova.

Per approfondire

Per il contesto ANPAI: Quando l’AI trasforma una foto in una proposta visiva

Le fonti

OpenAI, 5 ottobre 2026 · TechCrunch, 5 ottobre 2026


Questa analisi della redazione ANPAI aiuta a leggere fatti e conseguenze operative. Non sostituisce una valutazione tecnica o legale riferita a un caso specifico.

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