← Tutti gli articoli

Formazione

Formazione sull’AI: dalle nozioni generali alle competenze di lavoro

Le indicazioni europee sull’AI literacy richiamano il contesto e le responsabilità delle persone. Una proposta per costruire percorsi utili, non soltanto attestati.

Illustrazione editoriale ANPAI: percorsi sottili collegano più livelli di competenza.

Chi usa l’AI deve saperne valutare i risultati. Come organizzare una formazione diversa per utilizzatori, responsabili e figure tecniche.

Saper scrivere una richiesta a un chatbot è utile, ma non esaurisce le competenze necessarie per lavorare con l’intelligenza artificiale. Occorre anche riconoscere una risposta non affidabile, proteggere le informazioni e sapere quando chiedere il controllo di una persona competente.

Le FAQ della Commissione europea sull’articolo 4 dell’AI Act, aggiornate nel 2026, richiamano un approccio legato a ruoli, esperienza e contesto d’uso. Non indicano un corso unico valido per tutti e non richiedono, per questo articolo, un certificato specifico. Descrivono inoltre le modifiche intervenute nel 2026: è quindi importante usare riferimenti aggiornati, senza affidarsi a riassunti non più attuali.

Commissione europea — AI Literacy: Questions & Answers, versione consultata il 13 settembre 2026

Tre gruppi, esigenze diverse

Per impostare un percorso aziendale, una distinzione pratica può essere quella tra utilizzatori, responsabili di processo e figure tecniche. Non è una classificazione imposta dalla norma: è un modo per evitare contenuti troppo generici.

  • Chi usa gli strumenti: limiti delle risposte, controllo delle fonti, dati da non inserire e segnalazione degli errori.

  • Chi decide come impiegarli: obiettivi, responsabilità, supervisione, scelta dei fornitori e criteri per valutare i risultati.

  • Chi sviluppa o integra: test, sicurezza, qualità dei dati, monitoraggio e gestione delle modifiche.

Portare in aula i casi reali, senza esporre dati riservati

Un esercizio può chiedere di confrontare due risposte, trovare un’informazione inventata o decidere se un documento sia adatto a essere caricato. Un altro può simulare un risultato plausibile ma incompleto, che richiede una verifica prima di essere utilizzato.

Materiali preparati appositamente, o opportunamente anonimizzati, permettono di lavorare su situazioni concrete senza distribuire documenti riservati. Alla fine, le persone dovrebbero avere istruzioni applicabili: strumenti consentiti, controlli richiesti e un riferimento interno a cui rivolgersi.

Verificare che cosa cambia nel lavoro

La presenza a un incontro documenta la partecipazione, non dimostra da sola una competenza. Può essere utile aggiungere una prova pratica, raccogliere le difficoltà emerse e prevedere brevi aggiornamenti quando cambiano i sistemi. Una registrazione ordinata delle attività aiuta l’organizzazione a capire che cosa è stato affrontato e che cosa manca.

La formazione funziona quando rende le persone più autonome nelle scelte corrette e più consapevoli dei propri limiti. Per un’associazione di professionisti dell’AI, il punto è questo: collegare conoscenza tecnica, responsabilità e situazioni di lavoro comprensibili.

Questo articolo offre informazioni generali e indicazioni operative. La valutazione degli obblighi applicabili richiede l’esame del singolo caso e non è sostituita da questo approfondimento.

Parliamone

Hai una domanda
o un progetto sull’AI?

Parla con ANPAI