Notizie sull’AI
OMS e Corea indicano principi per l’IA in sanità, senza obblighi immediati
La dichiarazione di Seoul chiede accesso equo, sicurezza e controllo lungo il ciclo di vita dei sistemi. È un indirizzo politico condiviso, non una nuova regola per gli ospedali italiani.

OMS e Corea hanno presentato una dichiarazione sull’IA sanitaria: priorità, limiti e perché il testo non cambia subito le regole degli ospedali italiani.
La Corea del Sud e l’Organizzazione mondiale della sanità hanno presentato il 21 ottobre la Seoul Declaration on AI in Healthcare, un insieme di impegni per usare l’intelligenza artificiale sanitaria in modo sicuro e distribuire più equamente i benefici. Tra le priorità indicate ci sono ricerca condivisa, infrastrutture per i dati, supervisione proporzionata al rischio e competenze per il personale sanitario.
Per un medico o un paziente in Italia non cambia oggi una procedura clinica e non nasce un nuovo obbligo giuridico. La dichiarazione orienta la cooperazione internazionale e chiede ai Paesi di applicare gli impegni rispettando leggi e condizioni nazionali. Il suo valore pratico si vedrà se questi principi entreranno in linee guida, investimenti, acquisti ospedalieri e verifiche sui sistemi impiegati nella cura.
Accesso equo e supervisione legata al rischio
La dichiarazione è stata annunciata dal ministro della Salute sudcoreano Jeong Eun Kyeong e dal direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus durante il World Bio Summit di Seoul. Il ministero sudcoreano riassume un impegno a tutelare sicurezza e dignità delle persone, migliorare l’equità nell’accesso alle cure e riconoscere che i Paesi non hanno tutti la stessa capacità di valutare o usare strumenti clinici basati sull’AI.
Sul versante della ricerca, il testo promuove progetti internazionali, infrastrutture per l’uso dei dati e investimenti orientati anche ai bisogni sanitari ancora poco soddisfatti. Sul versante dei rischi, chiede responsabilità nell’impiego dei sistemi e controlli lungo il loro ciclo di vita, calibrati sulla finalità e sul livello di rischio. Include inoltre la formazione dei professionisti, la cybersicurezza, la biosicurezza e l’uso dell’AI per individuare prima le emergenze di salute pubblica.
Che cosa significa per il sistema sanitario italiano
Le priorità sono vicine a problemi già presenti negli ospedali: software che supporta diagnosi e triage, gestione dei dati, acquisto di strumenti da fornitori esterni e responsabilità quando una decisione clinica coinvolge un algoritmo. Una supervisione proporzionata al rischio suggerisce che un’applicazione amministrativa e un sistema che influenza una diagnosi non vadano valutati allo stesso modo. La dichiarazione non fornisce una procedura pronta, ma mette questi temi al centro del confronto tra governi e organizzazioni sanitarie.
Per le strutture italiane, il testo può servire come riferimento nella pianificazione, non come attestazione di conformità. Chi acquista un sistema dovrebbe poter chiedere quali dati sono stati usati, come è stata misurata l’affidabilità nel contesto locale, quali persone controllano gli output e come vengono gestiti errori o interruzioni. L’accesso equo conta anche quando un modello funziona meglio solo per gruppi o lingue rappresentati nei dati di addestramento: un vantaggio medio non garantisce lo stesso servizio a tutti i pazienti.
Ora servono attuazione e responsabilità verificabili
Il governo sudcoreano afferma che i Paesi attueranno gli impegni nel rispetto delle proprie leggi e condizioni. Questo chiarisce il limite: la dichiarazione non modifica da sola l’AI Act, le norme sanitarie italiane o le regole che disciplinano la responsabilità dei professionisti. Anche la pagina dell’OMS descrive il vertice come un forum di confronto; il ministero pubblica un riepilogo, ma non indica scadenze, organi di controllo o indicatori comuni per misurare i risultati.
Nei prossimi mesi sarà utile verificare se OMS, governi e organizzazioni sanitarie pubblicheranno criteri operativi e iniziative finanziate. Per pazienti e professionisti la domanda concreta resta come un sistema venga testato nel reparto dove sarà usato, chi può contestarne una raccomandazione e che cosa succede quando il risultato è incerto. Senza regole di attuazione, risorse e controlli, i principi di equità e sicurezza restano un indirizzo politico; con passaggi verificabili possono diventare requisiti nelle decisioni sanitarie.
Per approfondire
Per il contesto ANPAI: Le raccomandazioni britanniche per l’AI in sanità
Le fonti
Ministero della Salute e del Welfare della Corea del Sud — dichiarazione di Seoul, 21 ottobre 2026 · Organizzazione mondiale della sanità — World Bio Summit 2026, 21 ottobre 2026 · The Korea Times / Yonhap — dichiarazione e vertice di Seoul, 21 ottobre 2026
Questa analisi della redazione ANPAI aiuta a leggere fatti e conseguenze operative. Non sostituisce una valutazione tecnica o legale riferita a un caso specifico.