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Notizie sull’AI

OpenAI porta GPT-6.1 Terra in Work e Codex: l’AI usa app e schermo

Il modello può interpretare un’interfaccia e compiere azioni al computer. È accessibile nei prodotti per il lavoro e via API, ma non nella chat ordinaria di ChatGPT.

Una persona usa un computer portatile a casa
Immagine di contesto: una persona lavora a un portatile; la foto non ritrae GPT-6.1 Terra.Foto: Shixart1985 (Nenad Stojković) / Wikimedia Commons (CC BY 2.0)

GPT-6.1 Terra aggiunge computer use a Work, Codex e API. Ecco chi può usarlo in Italia, che cosa costa e quali promesse di prestazione restano da verificare.

OpenAI ha presentato il 26 ottobre GPT-6.1 Terra, un modello che combina ragionamento visivo e capacità di usare il computer. È disponibile in ChatGPT Work e Codex per gli abbonamenti Plus, Pro, Enterprise ed Edu e tramite API per gli sviluppatori; OpenAI specifica che non è incluso nella chat ordinaria di ChatGPT.

Per professionisti e aziende italiane, la differenza rispetto a un normale assistente testuale è la possibilità di interpretare ciò che compare sullo schermo e usare strumenti per completare attività. È una funzione utile per moduli, documenti e operazioni ripetitive, ma il costo più basso e i risultati dei test non garantiscono che ogni procedura venga svolta correttamente.

Dalla risposta scritta all’azione nell’applicazione

OpenAI presenta Terra come un modello per lavori che passano da un’interfaccia: leggere fatture, riportare dati in un gestionale, interpretare disegni tecnici o rivedere un video. In pratica il modello può analizzare la schermata e interagire con strumenti disponibili attraverso Work, Codex o le API. L’azienda sostiene che lo stesso budget d’uso nei suoi prodotti di lavoro consente di completare più attività rispetto ai modelli precedenti.

La novità non rende Terra un assistente autonomo che conosce ogni programma o ogni regola aziendale. Il modello deve ricevere il compito, avere accesso agli strumenti previsti e lavorare entro i permessi configurati. Un clic sbagliato può modificare un documento o un record, quindi chi lo usa deve controllare l’azione prima che produca effetti su clienti, pagamenti o archivi condivisi.

Il prezzo API scende, non il costo garantito di ogni attività

Il listino standard pubblicato da OpenAI indica un dollaro per milione di token in ingresso e cinque dollari per milione in uscita; il costo degli input in cache è di cinque centesimi. La società confronta queste tariffe con GPT-5.6 Terra e GPT-6.1 Sol e afferma che sono dimezzate. Per chi usa Work o Codex, il modello rientra invece nei limiti del proprio piano e non viene fatturato con lo stesso listino per token.

Una tariffa più bassa non basta a stabilire quanto costerà un processo completo: dipende da quante schermate, passaggi e verifiche richiede. Tom’s Hardware Italia ha riepilogato disponibilità e prezzi, ma le valutazioni sulle prestazioni citate nell’articolo provengono dai test presentati da OpenAI. Il confronto non dimostra da solo che Terra sia più economico o preciso su ogni lavoro svolto da un’impresa italiana.

Le prove pubblicate sono ancora quelle del produttore

OpenAI dichiara miglioramenti nei benchmark di uso del computer e coding e riferisce che nei propri test interni il tasso di errore su richieste difficili è diminuito rispetto al modello precedente. Sono dati utili per capire quali attività l’azienda vuole coprire, ma non sono una prova indipendente della qualità su software, lingua italiana, moduli o procedure specifiche di un’organizzazione.

Per chi lavora in Italia il primo passo è verificare che il proprio piano consenta di selezionare Terra in Work o Codex; l’accesso può dipendere anche dalle impostazioni dell’amministratore. Le imprese dovrebbero iniziare con compiti non critici, limitare le autorizzazioni e controllare ogni modifica prima dell’invio. Un’analisi ANPAI sull’uso di ChatGPT e Claude negli uffici pubblici svedesi mostra perché accesso, dati e responsabilità richiedono regole chiare.

Per approfondire

Per il contesto ANPAI: Il caso svedese sull’uso di ChatGPT e Claude negli uffici pubblici

Le fonti

OpenAI, 26 ottobre 2026 · OpenAI API, changelog, 26 ottobre 2026 · Tom’s Hardware Italia, 27 ottobre 2026


Questa analisi della redazione ANPAI aiuta a leggere fatti e conseguenze operative. Non sostituisce una valutazione tecnica o legale riferita a un caso specifico.

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