Notizie sull’AI
Scuola, la legge sull’IA scatta il 23 ottobre: formazione entro gennaio
Il decreto assegna al ministero 90 giorni per definire la formazione dei docenti e apre aggiornamenti ai curricoli, senza imporre già da venerdì un nuovo obbligo in classe.

Dal 23 ottobre entra in vigore il decreto italiano sull’IA a scuola. Il ministero dovrà definire la formazione entro gennaio; per ora non scatta un obbligo immediato.
Venerdì 23 ottobre entra in vigore il decreto legislativo 179/2026 che adegua la normativa italiana all’AI Act e introduce disposizioni sulla formazione scolastica. Per docenti, studenti e famiglie il cambiamento più vicino riguarda il lavoro che il Ministero dell’Istruzione dovrà avviare nei tre mesi successivi.
Il testo non impone da venerdì un nuovo corso obbligatorio a ogni insegnante né cambia da solo le regole d’uso degli strumenti in classe. Entro 90 giorni il Ministero deve definire criteri e modalità della formazione sull’IA per docenti in servizio e in ingresso; nel frattempo restano valide le linee guida scolastiche del 2025.
Due articoli trattano formazione e benessere digitale
L’articolo 38 riguarda la preparazione dei docenti sull’intelligenza artificiale. Il Ministero dovrà adottare entro 90 giorni un decreto che stabilisca i criteri e le modalità della formazione. La norma comprende insegnanti in ingresso e in servizio, anche nei centri provinciali per l’istruzione degli adulti; non indica ancora quante ore siano previste né se la partecipazione sarà obbligatoria.
L’articolo 37 affronta invece l’uso eccessivo dei social e delle piattaforme digitali, compresi gli ambienti relazionali basati sull’IA. Prevede un piano di formazione per i docenti e interventi educativi per studenti e famiglie, con risorse fino a 100 milioni di euro dal Programma nazionale Scuola e Competenze 2021–2027. Questo importo riguarda il piano dell’articolo 37, non un fondo libero per acquistare software IA nelle scuole.
I programmi scolastici saranno aggiornati con tempi propri
L’articolo 36 consente alle scuole di promuovere attività sull’IA dentro l’educazione civica e la cittadinanza digitale. Il testo prevede inoltre l’aggiornamento delle indicazioni nazionali e delle linee guida per includere competenze legate all’IA. La possibilità di proporre attività formative non significa che ogni istituto debba adottare subito una piattaforma o un programma identico.
Gli uffici scolastici regionali possono anche favorire reti e comitati tecnico-etici per sostenere la sperimentazione, la protezione dei dati e l’aggiornamento dei regolamenti d’istituto. La norma mantiene l’autonomia didattica e organizzativa delle scuole: le modalità concrete dipenderanno dai provvedimenti attuativi e dalle decisioni prese dagli organi scolastici.
Che cosa non cambia il giorno dell’entrata in vigore
La ricostruzione pubblicata da Informazione Scuola il 19 ottobre indica che dal 23 ottobre i docenti non devono presentare domande o firmare moduli per la nuova formazione. Fino al decreto ministeriale continuano ad applicarsi le linee guida del 2025. La data di entrata in vigore avvia gli adempimenti previsti dalla legge, ma non rende già operativi tutti i dettagli che il Ministero deve ancora definire.
Il testo non specifica ancora durata dei corsi, calendario per le singole scuole o modalità di attestazione. Anche le attività rivolte agli studenti richiedono successive indicazioni e scelte scolastiche. Per questo è prematuro parlare di un nuovo obbligo immediato per le famiglie o di una piattaforma nazionale pronta a partire venerdì.
Il prossimo passaggio è il decreto ministeriale
Il termine di 90 giorni porta al 21 gennaio 2027. Entro quella data il Ministero dovrà fissare almeno i criteri e le modalità della formazione sull’IA e avviare il piano previsto per social e piattaforme. Le scuole e i docenti potranno valutare il contenuto effettivo degli interventi quando saranno pubblicati i provvedimenti, invece di basarsi su interpretazioni anticipate.
Per le famiglie la novità è soprattutto l’avvio di un percorso nazionale che collega competenze digitali, uso critico dell’IA e tutela degli studenti. Resta da vedere quante risorse arriveranno alle attività concrete, come saranno coinvolti gli insegnanti e quali indicazioni guideranno le scuole. Il decreto stabilisce le scadenze; la qualità dell’attuazione dipenderà dai passaggi successivi.
Per approfondire
Per il contesto ANPAI: Come introdurre l’IA a scuola senza rinunciare al pensiero critico
Le fonti
Informazione Scuola, 19 ottobre 2026
Questa analisi della redazione ANPAI aiuta a leggere fatti e conseguenze operative. Non sostituisce una valutazione tecnica o legale riferita a un caso specifico.