Notizie sull’AI
Truffe sentimentali con l’AI: le app che fingono amore e chiedono soldi
Non è più solo il messaggio sospetto su WhatsApp: alcune truffe usano chatbot, profili inventati e pagamenti a gettoni per tenere le persone agganciate.

Le nuove truffe sentimentali usano AI, chat finte e pagamenti a gettoni. Come riconoscerle e perché riguardano tutti.
La truffa online più pericolosa è quella che non sembra una truffa. Ti scrive qualcuno, risponde subito, sembra interessato, manda segnali di presenza e poco alla volta ti chiede di pagare per continuare a parlare. Solo che dall’altra parte, spesso, non c’è una persona.
The Verge ha raccontato una rete di app che usavano profili generati o gestiti con l’aiuto dell’intelligenza artificiale. Il meccanismo era semplice e molto commerciale: far credere agli utenti di parlare con persone reali, poi spingerli a comprare crediti, monete o pacchetti per mantenere viva la conversazione.
Che cosa è successo
Secondo l’inchiesta, la rete coinvolgeva app diverse ma collegate tra loro, con chatbot capaci di simulare attenzione, interesse e disponibilità continua. Il punto non era offrire un servizio di dating, ma monetizzare l’illusione della relazione.
La parte più inquietante è che l’operazione non sembrava improvvisata. Documenti interni, infrastruttura tecnica, pagamenti, metriche di coinvolgimento e tentativi di aggirare i controlli degli store indicano un’organizzazione strutturata, quasi aziendale.
Anthropic ha indicato migliaia di personaggi AI e milioni di messaggi in poche settimane. Numeri del genere fanno capire che non si tratta di casi isolati: è un modello di frode scalabile, dove l’AI riduce i costi e aumenta la capacità di convincere.
Il punto che rischia di passare inosservato
Il tema non è solo sentimentale. Qui l’AI viene usata per creare presenza emotiva: risposte rapide, tono coerente, memoria apparente della conversazione e piccole promesse che fanno abbassare la guardia.
Quando una persona è sola, curiosa o vulnerabile, la differenza tra una chat reale e una simulata può diventare molto difficile da riconoscere. Ed è proprio su quel punto che queste truffe costruiscono il loro guadagno.
Se una chat sembra sempre disponibile, sempre interessata e sempre a pagamento, non è romanticismo digitale: può essere un sistema progettato per monetizzare la fiducia.
Che cosa cambia per imprese e professionisti
Per un utente normale la prima regola è diffidare delle app che trasformano ogni messaggio in un pagamento. Se per parlare devi comprare crediti, se l’altra persona evita videochiamate reali o se tutto sembra sempre perfetto e disponibile, il rischio è alto.
Per genitori, professionisti e aziende il punto è ancora più ampio: l’AI rende credibili conversazioni costruite per manipolare. Questo vale per dating, assistenza clienti falsa, offerte di investimento, recruiting e finti supporti tecnici.
Le piattaforme dovranno fare di più, ma l’utente non può aspettare che ogni store controlli tutto. Bisogna imparare nuovi riflessi: cercare prove esterne, verificare identità, non pagare sotto pressione e non confondere continuità della chat con autenticità.
Che cosa osservare adesso
Nei prossimi mesi vedremo più truffe disegnate come prodotti digitali veri: interfacce curate, onboarding pulito, recensioni pilotate e conversazioni apparentemente umane. La difesa non sarà riconoscere l’AI a occhio, ma riconoscere il modello economico e il comportamento manipolativo.
Se una relazione digitale chiede soldi prima di offrire trasparenza, bisogna fermarsi. L’intelligenza artificiale non rende una truffa più intelligente: la rende solo più insistente e più economica da replicare.
Le fonti
Questa analisi della redazione ANPAI aiuta a leggere fatti e conseguenze operative. Non sostituisce una valutazione tecnica o legale riferita a un caso specifico.