Notizie sull’AI
Eurobarometro: 4 imprese Ue su 10 usano già AI e sistemi algoritmici
Una nuova rilevazione europea fotografa l’uso di intelligenza artificiale e gestione algoritmica nelle PMI: tra le applicazioni ci sono assistenza clienti, monitoraggio della produttività e pianificazione dei turni.

Un Eurobarometro rileva che il 42% delle PMI e mid-cap Ue usa AI e sistemi di gestione algoritmica. Il dato fotografa strumenti che incidono su turni e valutazioni.
Il 42% delle piccole e medie imprese e delle aziende a media capitalizzazione intervistate nell’Unione europea dichiara di usare già strumenti di intelligenza artificiale e sistemi di gestione algoritmica. La rilevazione pubblicata dalla Commissione europea il 14 ottobre mostra che queste tecnologie non servono soltanto a rispondere ai clienti: vengono impiegate anche per monitorare prestazioni, programmare turni e organizzare attività.
AI e gestione algoritmica non sono sinonimi: alcuni sistemi che distribuiscono compiti o suggeriscono decisioni possono funzionare senza intelligenza artificiale. La ricerca li misura insieme e non fornisce una percentuale specifica per l’Italia. Per chi lavora in un’impresa italiana, però, mette a fuoco una domanda concreta: quali decisioni sul lavoro vengono affidate a questi strumenti e chi controlla che cosa producono?
Dall’assistenza clienti alla gestione dei turni
Tra le imprese che hanno risposto, il 47% cita il servizio clienti e le relazioni con i consumatori come ambito d’uso. Il 36% segnala il controllo delle prestazioni e della produttività, mentre il 30% indica logistica, pianificazione e turni del personale. Le percentuali descrivono le applicazioni riportate dalle aziende, non la quota di lavoratori che è già sottoposta a valutazioni automatiche.
La Commissione rileva anche che il 61% delle imprese dice che l’AI aiuta a prendere decisioni. Il 90% sostiene che le decisioni restano in mano alle persone e soltanto il 2% riferisce decisioni completamente automatizzate. Sono risposte dei dirigenti intervistati: non un audit indipendente dei software usati né una misura della loro accuratezza.
La diffusione cresce, ma molti progetti sono ancora limitati
Il dato del 42% non significa che quasi metà delle imprese abbia affidato la gestione del personale a un algoritmo. La maggior parte delle aziende che usa questi sistemi descrive un impiego circoscritto o sperimentale. Un altro 21% dice di volerli adottare in futuro. La stessa indagine registra un’aspettativa positiva: tre imprese su quattro pensano che AI e gestione algoritmica possano migliorare la qualità del lavoro.
La fiducia si ferma quando lo strumento interviene sulle persone. Il 49% degli intervistati non si fida dell’AI o dei sistemi automatici per decisioni che riguardano il personale. I freni citati sono anche economici e organizzativi: costi d’investimento per il 50%, incertezza giuridica per il 49% e mancanza di competenze per il 48%.
Il risultato non è una stima per le aziende italiane
Il Flash Eurobarometro è stato condotto tra marzo e aprile 2026 nei 27 Paesi dell’Unione. Ha raccolto circa 12.826 interviste telefoniche ai responsabili di imprese private con 1–749 dipendenti, includendo PMI e aziende a media capitalizzazione. La Commissione non ha riportato nella propria nota una quota italiana distinta; il 42% è dunque una media europea e non va presentato come il livello di adozione in Italia.
Il campione aiuta a capire quali domande stanno affrontando anche le imprese italiane, ma non descrive ogni settore o organizzazione. Le risposte sono dichiarazioni dei vertici aziendali e la rilevazione non verifica come gli strumenti siano stati configurati, quali dati raccolgano o come incidano sui singoli dipendenti.
Per le aziende la sfida è governare gli usi concreti
La pubblicazione non introduce nuove regole. La Commissione ricorda che il GDPR e l’AI Act già disciplinano alcuni aspetti della sicurezza, dei diritti e dell’uso dei sistemi; l’eventuale Quality Jobs Act è ancora un’iniziativa futura, oggetto di confronto con le parti sociali. Per un’impresa la prima verifica resta concreta: distinguere i sistemi che consigliano da quelli che determinano esiti e sapere quando una persona controlla il risultato.
Nei prossimi mesi sarà utile osservare se le aziende passano dagli esperimenti a procedure stabili e se spiegano ai lavoratori quali strumenti usano e con quali effetti. Per inquadrare il lato occupazionale, l’approfondimento ANPAI su AI e responsabilità d’impresa ricostruisce come l’automazione possa cambiare mansioni e decisioni senza tradursi automaticamente nella sostituzione di un posto di lavoro.
Per approfondire
Per il contesto ANPAI: l’analisi ANPAI su AI, automazione e responsabilità d’impresa
Le fonti
Commissione europea, Growing use of AI in European companies, 14 ottobre 2026 · Eurobarometer, EU firms embrace AI tools but trust in workforce decisions falters, 14 ottobre 2026
Questa analisi della redazione ANPAI aiuta a leggere fatti e conseguenze operative. Non sostituisce una valutazione tecnica o legale riferita a un caso specifico.