Notizie sull’AI
Apple aggiorna le regole dell’App Store contro le app che creano deepfake intimi
Le nuove linee guida impongono alle app con contenuti degli utenti di prevenire e rimuovere immagini intime diffuse senza consenso, anche se create con AI. Apple chiarisce anche quando può espellere gli sviluppatori.

Apple aggiorna le regole dell’App Store sui deepfake intimi: le app devono prevenirli e rimuoverli. Ecco cosa cambia per chi pubblica o usa app in Italia.
Apple ha aggiornato il 16 ottobre le regole per le app distribuite attraverso l’App Store. Le piattaforme che ospitano contenuti degli utenti devono ora dichiarare in modo esplicito di dover prevenire e rimuovere immagini intime non consensuali, comprese quelle generate con strumenti di intelligenza artificiale.
La revisione interessa sviluppatori, persone ritratte senza consenso e chi scarica app su iPhone e iPad, anche in Italia. Apple collega la mancata protezione degli utenti alla possibile violazione del codice per sviluppatori e rende più chiaro quando può rimuovere un’app o chiuderne l’account.
L’obbligo ora nomina le immagini intime generate con AI
La sezione 1.2 delle App Review Guidelines riguarda i servizi in cui gli utenti caricano, creano o condividono contenuti. Apple ha aggiunto le immagini intime non consensuali, comprese quelle create con strumenti AI, fra i rischi che queste app devono gestire. Il testo richiede di intervenire prima che il materiale dannoso si diffonda e di rimuoverlo quando viene individuato.
Le regole prevedevano già filtri per i contenuti inappropriati, canali per segnalare gli abusi e strumenti per bloccare gli account offensivi. La novità non è un divieto generale di creare immagini con AI: riguarda le app che facilitano o ospitano contenuti intimi diffusi senza il consenso delle persone ritratte.
Un’app può essere rimossa anche se nasconde la sua funzione
Apple ha introdotto anche la regola 2.5.19. Vieta funzioni nascoste, inattive o non documentate, incluse quelle che un’app attiva solo dopo aver superato la revisione. L’azienda cita il caso di programmi che si presentano come strumenti innocui e rivelano in seguito una funzione per spogliare digitalmente persone reali. Chi usa il cosiddetto trucco del “bait and switch” può perdere l’app e l’accesso al Developer Program.
La sezione 5 esplicita inoltre che le app con contenuti legati allo sfruttamento dei minori saranno rimosse e bloccate anche dai canali alternativi di distribuzione. Questa specifica tutela non estende il divieto a ogni strumento che genera immagini: interviene sui contenuti e sulle funzioni che violano le regole indicate da Apple.
Le segnalazioni precedenti spiegano perché il testo è cambiato
Le nuove righe arrivano dopo che giornalisti e ricercatori avevano trovato app di “nudify” disponibili nello store. 9to5Mac ricostruisce le segnalazioni del Tech Transparency Project e cita anche l’ordine con cui San Francisco ha chiesto ad Apple di rimuovere otto app capaci di creare immagini intime senza consenso. Questi casi mostrano che una regola già esistente può non bastare se un’app maschera la propria funzione o se i controlli non intercettano il contenuto.
La società dichiara di aver impedito nell’ultimo anno a oltre 150 mila app con problemi di sicurezza di arrivare agli utenti e di aver chiuso 193 mila account per frodi o abusi. Sono dati forniti da Apple e non misurano quante immagini non consensuali siano state effettivamente fermate né quanto rapidamente siano state rimosse.
Per utenti e sviluppatori italiani la prova sarà l’applicazione
Le regole riguardano le app sottoposte alla revisione Apple e quindi anche gli sviluppatori che le distribuiscono in Italia. Per chi usa iPhone o iPad, il cambiamento offre una base più esplicita per segnalare un’app che genera o ospita immagini intime senza consenso. Non garantisce però che ogni contenuto venga individuato prima della pubblicazione o che la rimozione sia immediata.
Apple non ha pubblicato nuovi dati sui tempi di moderazione né un elenco di verifiche aggiuntive. Resta da vedere se la formulazione più precisa porterà a rifiuti e rimozioni più efficaci e se i controlli raggiungeranno anche le funzioni attivate dopo l’approvazione. Per il contesto italiano, si può leggere anche l’approfondimento ANPAI sulle truffe costruite con strumenti AI.
Per approfondire
Per il contesto ANPAI: Come riconoscere le truffe costruite con l’AI
Le fonti
Apple Developer, 16 ottobre 2026 · 9to5Mac, 17 ottobre 2026
Questa analisi della redazione ANPAI aiuta a leggere fatti e conseguenze operative. Non sostituisce una valutazione tecnica o legale riferita a un caso specifico.